Nel settore dello stoccaggio cereali e alimenti zootecnici, l’integrità strutturale dei silos in ferro e acciaio è importante non solo per la longevità dell’impianto, ma anche per garantire sicurezza alimentare ed efficienza operativa.
Questi materiali, infatti, sono soggetti all’azione combinata di agenti atmosferici, escursioni termiche, umidità organica e attrito costante dei materiali stoccati. Questo può innescare processi di corrosione e usura meccanica e compromettere l’intera cella di stoccaggio.
Il recupero professionale di un silo restituisce integrità e conformità igienica all’impianto e rappresenta oggi l’alternativa più sostenibile ed economica rispetto alla sostituzione integrale con demolizione e ricostruzione ex-novo.
Indice
- Degrado di silos in ferro e acciaio: corrosione e usura meccanica
- Intervento di ripristino con sostituzione dei lamierati: dalla carpenteria al rinforzo
- Perché utilizzare le resine nel settore alimentare?
- Deterioramento del sottocoperchio e del perimetro alto
- Tecniche di recupero del sottocoperchio e del perimetro alto
- Perché recuperare conviene rispetto al nuovo?
- Conclusione
Degrado di silos in ferro e acciaio: corrosione e usura meccanica
I silos in ferro e acciaio non sono contenitori statici, ma sono soggetti a un degrado progressivo dovuto a diversi fattori, come:
- corrosione chimico-fisica: l’ossidazione, accelerata da agenti atmosferici esterni e dalla condensa che si forma tra le pareti interne e il passaggio dei prodotti stoccati, attacca giunzioni e pareti dei lamierati. Se non trattata, la ruggine agisce come parassita che “mangia” e assottiglia lo spessore del lamierato, fino a creare fori, che compromettono l’impermeabilità. Se lo spessore scende sotto il limite di calcolo, il rischio di instabilità o collasso strutturale diventa reale,
- usura da sfregamento e abrasione meccanica: lo scorrimento continuo di granaglie o mangimi agisce come abrasivo naturale, assottigliando progressivamente le pareti metalliche, specialmente nelle zone di deflusso e nei coni di scarico. Il flusso degli alimenti, infatti, asporta lo strato protettivo dell’acciaio, lasciando il metallo “nudo” ed esposto all’ossidazione immediata,
- shock termico: le dilatazioni del ferro favoriscono il distacco dei vecchi rivestimenti, creando intercapedini dove ristagnano polveri e umidità, con conseguente rischio di proliferazione di agenti patogeni.
Spesso i silos danneggiati, consumati e con spessori inferiori necessitano di una riduzione dei carichi del contenuto. Un silo indebolito nello spessore, infatti, non può contenere una grande quantità di prodotto e non può essere caricato nella sua massima portata.
La sostituzione dei lamierati, dunque, non è solo una scelta estetica, ma si rende necessaria per ripristinare il modulo di resistenza originario del manufatto.
Intervento di ripristino con sostituzione dei lamierati: dalla carpenteria al rinforzo
Quando il degrado supera la soglia critica e lo spessore del ferro scende sotto i limiti di sicurezza, la semplice verniciatura non è più sufficiente ed è necessario intervenire con un’opera di risanamento professionale, che normalmente prevede fasi di:
- Carpenteria pesante e leggera con sostituzione mirata dei lamierati ammalorati.
L’azienda specializzata taglia e rimuove pannelli delle porzioni di metallo o del cono di scarico irrimediabilmente compromessi o che presentano assottigliamenti strutturali e li sostituisce con nuovi lamierati in acciaio modellati su misura.
La giunzione avviene tramite saldatura professionale e bulloneria ad alta resistenza. - Preparazione delle superfici.
Prima di ogni rivestimento, il ferro deve essere riportato allo stato più pulito possibile. Mediante la sabbiatura, vengono rimosse scorie, vecchie vernici in fase di distacco, tracce di ossidazione, così da creare un profilo di ancoraggio ideale, che permette alla resina di aggrapparsi meccanicamente al ferro. - Rivestimenti in resine specifiche specializzate.
Per garantire una seconda vita ai silos, una volta ripristinata la continuità strutturale, si procede con la messa in protezione, mediante applicazione di rivestimenti resinosi.
Questo passaggio non ha solo una funzione estetica, ma crea una barriera impenetrabile, perché:- i primer anticorrosivi inibiscono chimicamente il ritorno della ruggine,
- i rivestimenti interni con resine epossidiche ad alto spessore, certificate per il contatto con alimenti, proteggono il ferro dall’acidità dei mangimi, eliminano la porosità del metallo, impediscono l’adesione di muffe e parassiti e favoriscono la discesa del materiale,
- i rivestimenti poliuretanici esterni proteggono i silos dai raggi UV e dalle intemperie, garantendo elasticità e resistenza strutturale nel tempo.
Perché utilizzare le resine nel settore alimentare?
L’applicazione delle resine offre diversi vantaggi:
- sigilla ogni micro-fessura ed impedisce infiltrazioni d’acqua e risalita capillare dell’umidità, grazie all’impermeabilizzazione totale,
- crea una superficie estremamente liscia, che facilita lo scorrimento di milioni di tonnellate di granaglie e mangimi, riducendo i depositi di polveri, che possono generare muffe, spore fungine o focolai infestanti nelle porosità del ferro,
- segue le dilatazioni termiche dell’acciaio, senza fessurarsi,
- se conforme alle normative, garantisce che il prodotto stoccato non sia contaminato da sostanze chimiche,
- protegge contro i fumi di fermentazione e i detergenti utilizzati nelle fasi di sanificazione,
- garantisce che non vi siano emissioni di composti organici, che potrebbero contaminare l’odore o il sapore del mangime.
Deterioramento del sottocoperchio e del perimetro alto
Il deterioramento della parte superiore di un silo, ovvero il sottocoperchio e il perimetro alto, rappresenta una delle sfide più insidiose nel risanamento dei silos in ferro e in acciaio.
Sebbene queste aree non subiscano la pressione del carico, sono le parti in cui i fenomeni chimici, ambientali e termici più aggressivi si concentrano, rendendo l’area più soggetta alla corrosione da condensazione ciclica, perché:
- il calore generato da cereali o mangimi sale verso l’alto. Quando tocca la lamiera del tetto, l’umidità condensa, creando un velo d’acqua perenne, che accelera l’ossidazione del sottocoperchio,
- gli alimenti zootecnici possono rilasciare vapori organici leggermente acidi, che si accumulano nella “camera d’aria” superiore del silo, aggredendo lo strato protettivo dell’acciaio e innescando un fenomeno accelerato di corrosione,
- la giunzione tra il tetto e il perimetro è spesso il punto in cui le guarnizioni cedono, l’acqua piovana penetra e rimane intrappolata tra i lamierati, causando la corrosione, che gonfia e deforma il ferro.
Tecniche di recupero del sottocoperchio e del perimetro alto
Il risanamento della parte alta di un silo richiede un approccio diverso rispetto alle pareti verticali, a causa della geometria e della difficoltà di accesso.
In presenza di degrado e corrosione, si procede con:
- taglio e smontaggio localizzato delle parti compromesse o dell’intero coperchio;
- installazione di nuovi elementi in acciaio strutturale opportunamente dimensionati e saldati correttamente in continuo sia internamente che esternamente;
- se il degrado ha colpito anche la sovrastruttura che regge il tetto, rinforzo o sostituzione dei profilati che sostengono la copertura, e saldatura parziale o totale.
Per quanto riguarda il perimetro, si provvede alla rimozione delle parti deteriorate, alla sabbiatura e alla saldatura e verniciatura, laddove fattibile e nelle aree raggiungibili.
Per il sottocoperchio, si applicano resine epossidiche specifiche ad alto spessore, che fungono da barriera, per impedire all’umidità di entrare in contatto diretto con il ferro ed interrompere, così, il circuito corrosivo.
Intervenire specificatamente sulla parte alta del silo permette di:
- preservare la qualità del prodotto, perché si evita che scaglie di ruggine o infiltrazioni d’acqua cadano dall’alto, contaminando il cereale o il mangime,
- prevenire il collasso del tetto, perché un tetto indebolito può cedere sotto il peso della neve o per l’azione delle intemperie,
- migliorare l’igiene, perché una superficie interna liscia e resinata del sottocoperchio impedisce l’accumulo di ragnatele e polveri, nido ideale per gli infestanti dei cereali.
Perché recuperare conviene rispetto al nuovo?
Scegliere di recuperare i silos con interventi di risanamento e protezione strutturale, rispetto all’acquisto dei nuovi, comporta benefici:
- economici: il costo del recupero è sensibilmente inferiore all’acquisto di un nuovo silo. Inoltre, si eliminano i costi di smaltimento delle vecchie strutture e di acquisto di tonnellate di nuovo ferro,
- temporali: nel caso di risanamento, i tempi di eventuale fermo impianto, sono ridotti rispetto a un cantiere che prevede nuove costruzioni,
- igienico-sanitari: un silo risanato e rivestito offre prestazioni igieniche superiori e risponde ai più alti standard HACCP, migliorando la qualità del prodotto conservato e riducendo il rischio di contaminazioni.
Conclusione
Il risanamento dei silos in ferro e acciaio non è un palliativo. Sostituire tempestivamente i lamierati usurati e degradati e proteggerli con idonei rivestimenti è una scelta decisiva e strategica, che ridona alle strutture produttività, sicurezza, durata e conformità alle normative vigenti.
Ogni intervento di risanamento è preceduto da un’analisi strutturale accurata per valutare e definire il protocollo di intervento più idoneo.
Affidarsi a specialisti del settore e investire nel risanamento professionale significa proteggere il valore e la qualità del prodotto stoccato e garantire la continuità del ciclo produttivo.
Contattaci per un controllo periodico delle strutture, risanare e salvare il tuo impianto »